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Omicidio a Lecco, istituita una zona rossa vicino alla stazione. E il prefetto Ponta chiede anche l'esercito in strada

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04.03.2026

Il prefetto di Lecco, Paolo Ponta ha istituito una zona rossa a Lecco

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Lecco, 4 marzo 2026 – Una zona rossa in centro e poi i militari in strada. Dopo l'accoltellamento dello scorso sabato sera vicino alla stazione di Lecco, costato la vita al giovane egiziano di 19 anni anni Amer Mahmoud, il prefetto Paolo Ponta annuncia l'istituzione di una zona rossa e la richiesta di inviare i soldati dell'esercito in strada. Quest'oggi il prefetto di Lecco ha convocato una riunione urgente del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

A chiedere l'incontro è stato il sindaco Mauro Gattinoni, subito dopo il gravissimo fatto di sangue sfociato in un omicidio. Al tavolo hanno partecipato anche la presidente della Provincia Alessandra Hofmann e i vertici delle forze dell'ordine del territorio: il questore Stefania Marrazzo, i comandanti dei carabinieri colonnello Nicola Melidonis, della Finanza colonnello Massimo Ghibaudo, Gerolamo Quadrio della Polizia provinciale e Lucio Dioguardi della Locale.

La zona rossa e l'esercito

Nel cuore della città verrà istituita una zona rossa a vigilanza rafforzata nel cuore della città, tra la stazione ferroviaria e il centro storico. “Non una risposta estemporanea a singoli fatti di cronaca, ma un ulteriore passaggio di una strategia costruita nel tempo, volta a restituire serenità e piena fruibilità a spazi pubblici spesso interessati da fenomeni di stazionamento molesto e da episodi di criminalità predatoria”, spiegano dalla prefettura.

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Aumenteranno i controlli, ma sarà anche possibile tenere alla larga quanti sono stati già denunciati per reati contro la persona, furti e droga, ma anche persone moleste. Il perimetro della zona rossa verrà perimetrato in tempi brevi per creare un cordone di sicurezza. “Parallelamente – proseguono dalla prefettura - a seguire la richiesta del contingente ''Strade Sicure'' per l’anno 2026, nella convinzione che la presenza visibile delle divise rappresenti un presidio importante anche sul piano della sicurezza percepita”.

L'omicidio

Intanto resta in carcere Samir C., il 25enne magrebino di Lecco che ha ucciso Mahmoud Amer. E' accusato di omicidio volontario. Durante l'udienza di convalida e l'interrogatorio non è stato in grado di parlare, né di rispondere alle domande. È stato sopraffatto dalla situazione. Conosceva e frequentava Amer. Mentre erano insieme in gruppo hanno litigato, lui ha estratto un coltello a serramanico e gli ha piantato una pugnalata dritto al petto, trafiggendogli il cuore. Non si sa perché abbiano litigato.

Amer era solo in Italia e senza una casa. Si sta cercando di rintracciare i suoi familiari. Viveva per strada. Lo aiutavano gli operatori della Caritas che gestiscono la Casa della Carità, offrendogli un pasto caldo, un luogo dove lavarsi, un riparo all'occorrenza. Aveva piccoli precedenti, ma per reati legati al suo dover sopravvivere. Samir invece a gennaio era stato fermato per una testata ad un poliziotto.  

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