Morterone (il paese più piccolo d’Italia) resiste: “Essere Lilliput la nostra salvezza”
Morterone, nel riquadro il sindaco Dario Pesenti
Per approfondire:
Articolo: Comune ancora più “mini“. Morterone dei record. Resta il più piccolo d’ItaliaArticolo: Eplode il numero dei Comuni montani: sette in più in provincia di Lecco, ecco quali sonoMorterone (Lecco) – Trenta abitanti, uno in meno dell’anno prima. Una chiesa, un ristorante, un paio di aziende agricole, un museo all’aperto, ma nessun negozio. Non c’è nemmeno il Comune. E per arrivarci una sola strada provinciale, che quando nevica viene chiusa per il rischio di valanghe. È Morterone, il paese più piccolo d’Italia, adagiato a mille metri di quota ai piedi del Resegone. Il sindaco è Dario Pesenti, avvocato di 57 anni, che governa insieme ad esponenti del partito Gay Lgbt+. Lui non risiede a Morterone, ma è pronto a tutto per difendere l’autonomia del minuscolo borgo.
Sindaco, qual è la difficoltà più grossa di amministrare un paese tanto piccolo?
“Non avere nostri dipendenti comunali a tempo pieno. Dobbiamo avvalerci della collaborazione part-time di impiegati di altri comuni. Sono preziosissimi, spesso ci danno una mano a titolo volontaristico. Non disporre di una struttura comunale stabile non ci agevola ad esempio nel preparare progetti per partecipare a bandi e richieste di finanziamenti. Cerchiamo comunque di sopperire con l’impegno e abbiamo ottenuto diversi contributi, come per le stazioni di ricarica elettrica per un turismo sostenibile e la connessione internet”.
Per chi invece a Morterone abita e lavora?
“È l’isolamento. È affascinante, ma nella quotidianità non è semplice perché poi occorre viverci e cavare di che viverci. Bastano condizioni atmosferiche avverse per restare bloccati e per tenere lontani turisti ed escursionisti che sono la principale se non l’unica fonte di reddito. Per questo chi sta a Morterone è da ammirare e sostenere”.
Cosa le piace di più nel fare il sindaco a Morterone?
“Il contatto con le persone, conoscerci tutti uno per uno. E contribuire a migliorare la qualità della vita ai morteronesi anche con piccoli interventi”.
Se potesse, cosa farebbe per Morterone?
“Migliorerei e metterei in sicurezza la Sp 63, l’unico collegamento. Sono stati eseguiti diversi interventi di messa in sicurezza, ma i punti critici per il rischio di valanghe o di frane sono ancora parecchi. La certezza di un collegamento sicuro e sempre aperto aiuterebbe parecchio”.
Non sarebbe meglio unire Morterone a Ballabio, o a Lecco?
“Assolutamente no. Il suo essere il paese più piccolo d’Italia è la salvezza di Morterone. Diventeremmo l’estrema periferia, perderemmo alcune agevolazioni, saremmo destinati a scomparire come tanti altri borghi di montagna”.
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