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Messina e l’asse anti-francese che piace a Palazzo Chigi. Ma il Mef sogna il polo con Bpm /

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La premier Giorgia Meloni con il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti

Per approfondire:

Articolo: Due o tre poli bancari? All’Italia conviene un sistema contendibile. I tre scenari possibili (e il prezzo da pagare)Articolo: La tentazione di Unicredit: puntare su Delfin per bloccare Carlo MessinaArticolo: Contrappasso a Siena: la trappola che paralizzò Nagel ora chiude Lovaglio. Ecco perché non ha più mosse da giocareArticolo: Opas di Intesa su Mps, cos'è e come funziona l’offerta da 30,6 miliardi: le condizioni e l’effetto sugli azionisti

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Roma – Il giorno dopo il lancio della doppia operazione su Mps, da Palazzo Chigi e da Via XX Settembre arrivano ufficialmente formule di circostanza, lungo il leit motiv “sarà il mercato a decidere”. Ma la realtà è ben diversa. Dietro le due cordate non c’è solo finanza: c’è una maggioranza divisa che riflette due idee opposte di interesse nazionale.

Carlo Messina (Intesa), Giuseppe Castagna (Banco Bpm), Carlo Cimbri (Unipol), Luigi Lovaglio (Mps) e Andrea Orcel (Unicredit)

Da una parte il Ministero dell’Economia di Giancarlo Giorgetti, padre putativo del “terzo polo” (bancario). È un progetto che il ministro coltiva da anni: Mps è stata risanata e riprivatizzata proprio per fare da perno aggregante e la fusione con Banco Bpm ne sarebbe lo sbocco naturale. Quando........

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