Omicidio Ravasio: rigettata la richiesta di perizia psichiatrica su Adilma, la Mantide di Parabiago
Ravasio ed Adilma
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Durante il dibattimento sono venuti a galla dettagli inquietanti sulle responsabilità e sul ruolo degli imputati. Mirko Piazza ha chiesto scusa in aula, spiegando di essersi fidato di Massimo Ferretti nelle fasi che hanno portato alla morte di Ravasio. Ma è stato quando è stata citata Adilma Pereira, definita “la mantide” del processo, che la tensione è salita alle stelle.
Il figlio Benedicto, presente, ha preso le distanze dalla madre, chiamandola semplicemente “signora”, in un momento di dolore e incredulità che ha stretto il cuore di tutti i presenti. La richiesta di una perizia psichiatrica per la donna è stata rigettata, rafforzando la percezione della sua responsabilità.
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Il compagno della figlia
Occhi puntati anche su Fabio Lavezzo, compagno della figlia di Pereira, accusato di concorso materiale nell’omicidio. Secondo l’accusa, avrebbe segnalato con precisione i movimenti di Ravasio in bicicletta, mentre lo seguiva a bordo di un furgone. Per i magistrati, il suo ruolo è stato determinante: le informazioni da lui fornite avrebbero contribuito in modo diretto all’investimento fatale che ha spezzato la vita del giovane.
La difesa
La difesa ha chiesto più tempo per preparare le controdeduzioni, vista la modifica delle imputazioni, e il giudice ha fissato la prossima udienza al 16 marzo, per la nomina dei periti. Gli appuntamenti successivi sono già programmati: il 10 aprile per l’esame dei testi, e poi il 4, 8, 11, 18 e 22 maggio per le discussioni delle parti. Il processo resta sotto stretta attenzione. A Busto Arsizio e Parabiago la comunità segue con apprensione ogni passo, consapevole che dietro numeri e atti giudiziari ci sono vite spezzate, fiducia tradita e la lunga attesa di una verità che ancora fatica a emergere. Ogni udienza è una pagina in più di una storia che nessuno vuole dimenticare.
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