Guerra di spie, 813 con doppio passaporto giustiziati dall’Iran: “Informatori di Cia e Mossad”. Infiltrati dei Pasdaran nel Golfo
Incendio all'aeroporto di Dubai il 16 marzo
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Guardano, segnalano, spiano per il Mossad e la Cia o al contrario per i Pasdaran iraniani sui rispettivi fronti allargati. Contribuiscono direttamente alla neutralizzazione dei leader del terrore in Medio Oriente o per il network terroristico iraniano organizzano attentati in Occidente o in Israele e tengono sotto controllo i movimenti sensibili da questa parte dei muro.
Un'autofficina distrutta a Teheran dopo i bombardamenti, 28 marzo (Afp)
La guerra di spie nel conflitto mediorientale è senza quartiere. Gli iraniani dopo le uccisioni a ripetizione dei loro leader hanno compreso che questi blitz sono stati possibili grazie ad una rete di informatori sul campo che segnalano i target, orarie luoghi di riunioni e vertici poi la tecnologia guida missili e droni assassini che colpiscono in modo chirurgico.
Le presunte spie uccise e centinaia di arresti tra gli oppositori contro il regime di Teheran
Secondo notizie che non escono dai canali ufficiali e che filtrano dall’Iran i Pasdaran nelle ultime settimane hanno giustiziato 813 cittadini con doppio passaporto accusati di far parte di una rete di informatori di Mossad, Cia e Azerbaijan, organizzazioni di intelligence molto attive sul campo. Basta solo un sospetto per sparire in qualche luogo segreto e lasciarci le penne. Erano davvero spie? “A questa domanda non rispondo – dice Marco Mancini, ex capo del controspionaggio italiano e ora analista esperto di Medio Oriente – ma confermo che secondo le mie fonti queste persone sono state giustiziate, parallelamente a centinaia di arresti che comprendono anche solo oppositori scesi in piazza per protestare contro il regime”.
Migliaia di iraniani a Enghelab Square, a Teheran, per i funerali di Ali Larijani
Il Ministero dell’informazione iraniano due giorni fa ha annunciato di aver arrestato gli ultimi 19 spioni in ordine di tempo, “mercenari che lavoravano per Stati Uniti e Israele”. Difficilmente usciranno dal carcere vivi dopo essere stati torturati.
Gli arresti nell’ambito del controspionaggio nell’ultimo mese secondo i media iraniani sono stati 1000: tutti individui accusati di aver filmato luoghi sensibili e condiviso contenuti antigovernativi online o comunque di aver collaborato con il nemico.
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Marco Mancini, ex dirigente del Dis: “Informatori necessari per colpire i vertici militari nascosti nei tunnel”
La caccia alle spie è aperta. “I vertici militari per evitare i raid di Israele e Stati Uniti si nascondono nei tunnel sottoterra – spiega Mancini – e per individuare questi nascondigli serve qualcuno sul terreno che li segnali. Idem i nascondigli ricavati nelle case private, negli ospedali e nelle scuole. E quando le informazioni sono esatte ecco allora che partono gli strike con bombe e missili. Inoltre se i leader vengono colpiti in luoghi privati il governo può sempre dire che l’Occidente massacra i civili che in realtà vengono utilizzati come scudi umani.Come a Gaza. È chiaro comunque che i raid funzionano se si combinano human intelligence sul terreno e tecnologia. La rete di informazioni di Cia e Mossad ha funzionato bene per neutralizzare i capi militari e civili, meno per indicare i siti delle armi e i sistemi di lancio e prevenire la reazione. Molti sono stati danneggiati o distrutti ma come si vede Teheran continua a colpire i Paesi del Golfo e Israele, segno che è indebolita ma non ancora in ginocchio. L’intelligence occidentale non è riuscita per tempo a individuare i siti missilistici, compresi quelli a lunga gittata, prima dell’inizio dell’operazione guidata dal Pentagono”.
Una donna tiene in mano una foto che ritrae le guide supreme dell'Iran dal 1979: gli ayatollah Ruhollah Khomeini, Ali Khamenei e Mojtaba Khamenei (attuale) ai funerali di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani
L’Iran ha infiltrato agenti segreti in Bahrein, Qatar, Kuwait e a Dubai
Dall’altra parte la rete di spie di Teheran, molte delle quali con nazionalità estera, costituiscono un pericolo serio per l’Occidente. L’Iran ha infiltrato molti Paesi del Golfo finiti sotto il tiro di missili e droni perché ospitano basi americane. In Bahrein sono stati arrestati 5 cittadini bahreniti più altri 6 o7 tra pakistani e bangladesi, accusati di aver inviato foto di luoghi sensibili ai Pasdaran. Può essere vero ma nella tensione di questi giorni basta un sospetto e per chi viene fermato finisce male.
Marco Mancini, ex agente segreto
In Qatar altri due individui sono stati fermati perché avrebbero passato agli iraniani informazioni su cittadini americani utilizzando codici crittografati, in Kuwait hanno bloccato diverse persone che riprendevano movimenti di mezzi militari, a Dubai manette e interrogatori per cittadini, pare stranieri, che inserivano sui social post dei sistemi contraerei. In questo scenario in chiaroscuro ci sono certamente professionisti dello spionaggio ma sono sufficienti una leggerezza o scarsa cautela per venire sospettati di intesa col nemico.
Infiltrati iraniani “insospettabili” in molti Paesi europei, soprattutto in Inghilterra e Germania
“Gli iraniani hanno infiltrati perfettamente insospettabili in molti Paesi europei soprattutto in Inghilterra e Germania – spiega ancora Marco Mancini – una rete che serve anche per tenere sotto controllo, minacciare e colpire dissidenti iraniani e le loro famiglie in patria oppure per attaccare obiettivi israeliani. L’intreccio di spie degli Ayatollah in tandem con gli Hezbollah libanesi è molto distribuito ed efficiente in America latina, soprattutto in Venezuela e Brasile, dove è finalizzato anche al traffico di droga e armi i cui proventi servono a finanziare la guerra a Israele e le attività all’estero. La stessa Hezbollah possiede una fitta rete di spionaggio in Libano sia all’interno del governo che in altri organismi. Tempo fa i terroristi erano riusciti a infiltrare 1500 uomini all’interno della struttura militare Unifil delle Nazioni Unite”.
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L’Iran ha giustiziato un cittadino svedese
I due arresti nella base navale di Faslane, il sito strategico della Royal Navy in Scozia
Ultime notizie dalla guerra ibrida. Due persone, un uomo di 34 anni e una donna di 31 di nazionalità iraniana, sono state arrestate mentre tentavano di fare irruzione nella base navale di Faslane, il sito strategico della Royal Navy in Scozia dove sono di stanza i sottomarini nucleari britannici. La base di Faslane, bastione del deterrente nucleare britannico, concentrato a bordo d'una flottiglia di sottomarini della Royal Navy, ospita tutti e 4 i sommergibili Vanguard armati ad oggi con missili atomici Trident. Si tratta degli unici mezzi con armi nucleari del Regno Unito, destinati a essere sostituti dopo il 2030 da nuovi sottomarini della classe Dreadnought. Nella base navale scozzese sono di stanza, assieme ai sottomarini Vanguard anche quelli della classe Astute, spinti da motore a propulsione nucleare, ma dotati di armamenti convenzionali.
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