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Strage di Crans-Montana, indagato anche il sindaco. Gli affari opachi dei Moretti

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10.03.2026

Nicolas Féraud, sindaco di Crans-Montana, visita il luogo in cui è scoppiato l’incendio

Per approfondire:

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Roma, 9 marzo 2026 – Il business opaco dei Moretti e i cinque nuovi indagati. Si allarga l’inchiesta sulla strage di Crans-Montana. C’è anche il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, tra gli iscritti nel fascicolo per il rogo del Constellation insieme con Rudy Tissières e Baptiste Cotter, funzionari comunali addetti ai controlli sulla sicurezza, a Kévin Barras, consigliere in giunta con deleghe alla sicurezza pubblica e oggi deputato supplente nel Parlamento del Vallese, e a Pierre Albéric Clivaz, ex capo dei vigili del fuoco di Chermignon, il comune poi fuso con quello della località sciistica. Con loro risultano indagati anche Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale andato a fuoco nella notte di Capodanno, oltre a Christophe Balet e al suo predecessore Ken Jacquemoud, entrambi responsabili della sicurezza pubblica comunale in momenti diversi.

Da settimane gli avvocati di parte civile avevano invocato l’iscrizione nel registro degli indagati del primo cittadino per le presunte negligenze nei controlli dell’amministrazione. Alle richieste di dimissioni arrivate subito dopo il rogo, in cui hanno perso la vita 41 ragazzi e altri 115 sono rimasti feriti, Féraud aveva replicato che sarebbe rimasto al suo posto per senso di responsabilità, sostenendo anche che il municipio fosse parte lesa nella tragedia. Nei giorni successivi la vicesindaca Nicole Bonvin Clivaz si era scusata pubblicamente, ammettendo che il Comune non aveva effettuato verifiche nel locale tra il 2020 e il 2025.

Secondo gli atti dell’inchiesta, nel seminterrato del Constellation la notte di Capodanno erano presenti 164 giovani che festeggiavano l’arrivo del nuovo anno con candele scintillanti. Solo otto di loro sarebbero riusciti a sfuggire alle fiamme. Al centro degli accertamenti ci sono le falle nel sistema antincendio – a partire dalla schiuma isolante del soffitto – e le carenze nella prevenzione e nell’addestramento del personale. I nuovi indagati saranno interrogati tra l’8 e il 15 aprile.

Intanto il tribunale giudiziario di Grasse, in Francia, ha respinto la richiesta di rogatoria internazionale avanzata dalla Procura generale del Canton Vallese per sequestrare i beni immobili e finanziari dei coniugi Moretti presenti nel Paese. La richiesta, datata 14 gennaio, riguardava un appartamento a Cannes, la casa di famiglia a Sari-Solenzara in Corsica, alcuni conti correnti e un’assicurazione sulla vita. Secondo i giudici francesi, “le domande di rogatoria internazionale su beni che non hanno un legame diretto o indiretto con il reato non sono possibili in Francia quando provengono da autorità straniere esterne all’Ue, in assenza di una convenzione internazionale specifica”.

Dalle carte dell’inchiesta emerge anche una richiesta di arresto immediato per Jean-Marc Gabrielli, il “figlioccio” di Jacques Moretti e fidanzato della cameriera Cyane Panine. Sul fronte finanziario, un’informativa della polizia svizzera ipotizza per i coniugi Moretti anche il reato di riciclaggio. Gli investigatori sospettano che il Constellation fosse parte di uno schema di tipo Ponzi utilizzato per acquisire altri locali tra Crans-Montana e Lens. Nel dossier compaiono inoltre riferimenti alla criminalità corsa, spesso attiva nel settore dello svago, tra bar, ristoranti e casinò, ambito nel quale operava proprio Jacques Moretti.

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