Addio pasticceria Giudici, un pezzo di storia di San Donato Milanese: "Iniziai come garzone"
Paolo Giudici (86 anni a ottobre) lascia e chiude il bar-pasticceria La traversata di un’attività che ha fatto la storia commerciale della città
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SeguiciSan Donato Milanese – "Lascio con dispiacere, questo lavoro è stato parte della mia vita. Ma ogni cosa ha un inizio e una fine". Paolo Giudici, 86 anni il prossimo ottobre, è stato per 52 anni titolare dell’omonimo bar-pasticceria in piazza Dalla Chiesa, a due passi dal cinema Troisi. Il suo esercizio era un’istituzione a San Donato: aperto dal 1974, ha contribuito a scrivere la storia commerciale della città. La decisione di chiudere era nell’aria e ora si è concretizzata: quando, nei giorni scorsi, insieme alla sua collaboratrice Florica Mihali, ha servito gli ultimi caffé ai clienti più affezionati, alcuni di loro erano commossi. Del resto, dal suo bar sono passate intere generazioni: "Alcuni clienti, che ai tempi erano ragazzini, hanno continuato a venire qui insieme ai loro figli".
L’arrivo a Milano e il primo impiego
Sono tanti i ricordi che si affastellano nella mente dell’85enne, vedovo dal 2021 e con un figlio di 47 anni. Di origine cremonese, "sono arrivato a Milano a 13 anni, con sole 8 mila lire in tasca. Il mio primo impiego? Garzone: consegnavo il pane". Nel 1967 l’approdo a San Donato, dove ha aperto una panetteria in piazza Tevere. Un’attività che ha gestito per anni, insieme alla moglie Giuseppina. "Ci siamo sposati di giovedì e la domenica eravamo già al lavoro. Non abbiamo fatto neppure il viaggio di nozze - racconta -. Il pane lo preparavo io, finché, un giorno, ho scoperto di essere allergico alla farina".
Il bar e i tanti riconoscimenti
Nei primi anni Settanta è iniziata l’avventura del bar. Un punto di ritrovo per adulti e ragazzi. "Molti studenti in uscita da scuola passavano qui a fare merenda. In inverno preparavamo fino a 8 litri di cioccolata calda ogni giorno. Con i clienti ho sempre avuto un rapporto cortese: a tutti davo del ‘“ei”, si usava così". "Vendevo anche gli alcolici, ma non ho mai visto un cliente ubriaco. Ho subìto svariati furti e rapine, ahimé. Una volta un malvivente mi ha minacciato con una sciabola per impossessarsi delle sigarette. C’è stato anche chi ha estratto una pistola. Ho dovuto mettere una doppia saracinesca". Svariati i riconoscimenti, compreso quello di "esercizio storico", che Giudici ha ottenuto negli anni. Attestati e diplomi che sono ancora appesi alle pareti del locale, a testimoniarne la lunga ed emozionante traversata. "Ora mi piacerebbe che subentrasse una persona disposta a proseguire l’attività di pasticceria, in modo che l’esercizio possa mantenere la sua vocazione originaria".
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