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Il nodo legittima difesa, la lezione di Moro: Stato e valore della vita

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25.07.2026

Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, mentre si consegna al carcere di Bollate. Sotto, Aldo Moro

Per approfondire:

Articolo: Mario Roggero, la difesa chiede il differimento della pena anche al Tribunale di sorveglianza di MilanoArticolo: La moglie e le figlie visitano Roggero in carcere: “Sta bene, è tranquillo". Ma è lite coi giornalisti

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Il 1977 è l’anno in cui in Italia, in un decennio già segnato da problemi gravi di criminalità e ordine pubblico, esplode una violenza non solo politica, con 1.000 omicidi volontari consumati, contro i 286 del 2025. Un’emergenza che spingeva, allora come oggi, a una difficile riflessione sull’equilibrio fra necessità di difesa personale e tutela della vita. Il 17 febbraio 1977 su quest’argomento interveniva Aldo Moro, collaboratore del Giorno, con un articolo di fondo che - nei giorni in cui si discute del caso di Mario Roggero, condannato per l’omicidio volontario di due rapinatori a 14 anni e 9 mesi - non ha perso la propria attualità. Ne ripubblichiamo un estratto.

Aldo Moro

di ALDO MORO

Dolorosi avvenimenti soprattutto negli ultimi tempi hanno portato al livello di opinione pubblica, sottraendolo alla esclusiva attenzione dei tecnici del diritto, il discorso intorno al fondamento ed ai limiti della legittima difesa. Quel che rende acuto il problema è il più vasto campo di applicazione che questo istituto, tradizionale ed universale, trova nella realtà, così spesso disgregata e caotica, della società di oggi. La condizione odierna appare contrassegnata infatti da un affievolimento dello Stato come arbitro delle controversie e tutore degli interessi collettivi, tra i quali è, in prima linea, la sicurezza dei cittadini. Si accrescono le ingiuste........

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