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Regaliamo un papà al televoto "mammone"

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27.02.2026

Accadde nel '54, Giorgio Consolini e Gino Latilla vinsero il festival cantando Tutte le mamme. Lacrime vere del tempo per il testo che si fa attualissimo dopo la prima serata: "e gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano; ma non sfiorirà la loro beltà". Verissimo, sacrosanto. Ha incominciato Laura Pausini, dopo una gaffe ambigua, rassicurando casa: "mamma, tutto a posto"; poi ci ha pensato Arisa, a chiusura della sua esibizione, con in mano il mazzo di fiori ha lanciato un classico da ciclista dei bei tempi "ciau mamma!", a seguire Luca Marzano, in arte Aka7even e il suo forte e commosso rapporto con la mamma, infine Serena Brancale che ha accarezzato, in canzone, la memoria di sua madre scomparsa cinque anni fa. Dicono: anche John Lennon scrisse Mother ma raccontando il grigio cielo di infanzia: "Mamma non andare, papà torna a casa" mentre i Rolling Stones giocarono sui tranquillanti in Mother's Little Helper: "quindi corri a cercare il conforto di un aiutino della mamma". Il mammificio imperversa dovunque, altri, a Sanremo, si sono messi in coda, i tatuaggi, i gioielli di lusso, gli abiti firmati, di colpo scompaiono dinanzi all'album di famiglia, la mozione degli affetti è un televoto in più. Ma, a nome di tutti i padri del mondo, è arrivata l'ora di presentare denuncia, qualcuno si dovrà pure ricordare di un'altra metà, non soltanto femminile. Basta ascoltare, in silenzio, la voce di Cat Stevens e il suo magico Father and Son "guarda me, sono vecchio, però sono felice".

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