"Ho scommesso un milione di dollari su me stesso": la finta battaglia dei sessi nel tennis
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La storia del tennis ama crogiolarsi nell’illusione di certe date che sembrano promesse. Il 25 settembre 1992, a Las Vegas, Jimmy Connors e Martina Navratilova scendono in campo per una partita che pretenderebbe, quantomeno sulla carta, di riaprire la mitologica Battaglia dei Sessi. In realtà ne certifica l’esaurimento. Non con uno strappo clamoroso, ma con una vittoria ordinata, quasi burocratica, che archivia un’epoca senza bisogno di polemiche. E getta un velo opaco su un incontro alimentato da appetiti economici, più che da luminosi ideali. I giornali, intanto, la battezzano come la Battle of Champions.
Se vince Martina, il copione è già srotolato: una nuova epopea, titoli cubitali, il racconto di un’altra crepa che si allarga nel muro delle disuguaglianze. Ma Martina non vince. Connors governa il match, lo piega ai propri ritmi, lo chiude in due set. E la sfida, invece di diventare simbolo di cambiamento, si riduce ad asettico evento. Ben confezionato, ben pagato – mezzo milione di dollari a testa, più mezzo milione aggiuntivo a chi vince -........
