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L'Iran, le opzioni di Trump e i costi di un attacco

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15.01.2026

Nel caso in cui gli Stati Uniti non avessero l'intenzione di limitarsi a una semplice dimostrazione di forza o al primo stadio di una pressione incrementale, ma mirassero a esercitare uno shock iniziale massiccio, concepito per produrre effetti irreversibili, avrebbero già potuto attaccare senza attendere un visibile potenziamento del dispositivo militare dispiegato a ridosso del Golfo Persico.

Questo perché dal punto di vista strettamente operativo, qualora l'obiettivo fosse quello di incidere in modo strutturale sulla rilevanza strategica di Teheran, piuttosto che limitarne temporaneamente il comportamento, anche la presenza della portaerei Abraham Lincoln, all'inizio di questa crisi nel Mar cinese meridionale, è tutt'altro che determinate.

In realtà, un'operazione di attacco decisivo potrebbe teoricamente essere condotta anche facendo ricorso esclusivo a mezzi navali sottomarini, sfruttando piattaforme più numerose delle portaerei e, quindi, molto probabilmente già presenti nell'area.

I quattro sottomarini lanciamissili da crociera della classe Ohio rappresentano assetti concepiti per missioni di attacco convenzionale su larga scala e in piena sorpresa. Tali piattaforme sono in grado di imbarcare un numero particolarmente elevato di missili da attacco terrestre a lungo raggio e ad alta precisione, consentendo l'ingaggio simultaneo di un ampio insieme di obiettivi. A questi si devono verosimilmente aggiungere diversi sottomarini d'attacco della classe Virginia,........

© Il Giornale