Una sentenza che rompe la schiena dell'accusa: la consuetudine non è reato
Se le inchieste sull'urbanistica fossero un corpo umano è pur vero che molti organi sarebbero ancora vivi: la Procura ridonda di altri fascicoli e filoni, ma ieri questa assoluzione gli ha rotto la schiena, l'intero corpo ora rischia di accasciarsi perché è stata colpita la spina dorsale che reggeva l'idea (balzana) che la prassi edilizia milanese potesse essere vista retroattivamente come un reato.
A essersi rotta è la vertebra che reggeva una visione di Milano che resta discutibile, resta cara (costosa) e gentrificata, resta ostile ai poveri, amica della rendita: ma non per questo è fuorilegge. La sentenza dice che l'architrave del romanzo giudiziario (autocertificazioni Scia, ristrutturazioni, piani attuativi, prassi del Comune) non costituisce reato, punto. C'erano già stati stralci, prescrizioni, non luoghi a procedere, la sentenza di ieri è solo un primo grado: ma intanto è saltata l'intera grammatica penale dell'accusa, è andato al........
