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Più diritti ai veri profughi e stretta alle sentenze creative. "Ma il potere dei giudici resta"

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11.02.2026

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Regole comuni, procedure più rapide ed efficaci, stop agli abusi e asilo garantito entro massimo tre mesi a chi ne ha davvero diritto. Con l'introduzione dei "Paesi sicuri" l'Unione europea esce dall'ambiguità dell'accoglienza a tutti i costi di chi reclama un diritto che non gli può essere pienamente riconosciuto e riconosce un'unica domanda di protezione a livello europeo per evitare che chi invece fugge da guerre, carestie e dittature si trovi ingolfato in un sistema che ha generato un lucroso business alle spalle dei profughi.

Cosa vuol dire sicuro? Secondo la norma europea è un Paese in cui "si può dimostrare che non ci sono persecuzioni, né alcun rischio reale di incolumità o azioni che incidono sui diritti e sulle libertà fondamentali". Chi arriva da Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia avrà una procedura accelerata per il riconoscimento della domanda d'asilo europea, che non verrà dunque scartata a priori. A differenza del passato, toccherà al singolo richiedente asilo dimostrare il contrario.

Ogni Paese........

© Il Giornale