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Ciclismo, dalla lana alle maglie che trasformano il C02 in aerodinamica

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14.04.2026

C’era una volta la maglia della salute che si metteva sotto una maglia di lana e che serviva ad assorbire il sudore e poi, soprattutto in discesa, se faceva freddo (tanto freddo), a salvare gli eroici ciclisti del tempo che fu arrivavano, solerti, in aiuto meccanici e massaggiatori con una pagina di un giornale, spesso la Gazzetta, da mettere a protezione del corpo. C’erano una volta le maglie di ciclismo in  lana grossa, i filati, i telai che raccontavano la storia di tessuti che vestivano campioni e gregari senza troppa, anzi nessuna, distinzione.

Ora le maglie da ciclismo sono figlie del tempo, di un ciclismo che lima anche i decimi di secondo, di una sfida che non fa più conto solo su muscoli e meccanica ma che porta tutti a dare un contributo. E le aziende tessili hanno raccolto la sfida. Oggi maglie, calzoncini, calze non sono più solo semplici indumenti ma veri e propri  strumenti tecnici  frutto di studi e ricerca, di una vera scienza applicata allo studio e allo sviluppo delle fibre. Capi che ormai contribuiscono a migliorare le prestazioni, che rispondono ad esigenze industriali sempre più orientate alla sostenibilità, che........

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