Graziottin: «La gioia di vivere tra talento, disciplina e ostacoli»
Una sola nuvola si muove nel cielo, scintillante di blu: «Verrà il diluvio, lo sento!», dice il catastrofista. Il cielo è nero di nuvole. Il vento è fortissimo. Un pezzetto d'azzurro si affaccia incerto: «Guarda che torna il sereno!», dice l'ottimista, già sorridendo per quell'intuizione di felicità che ritorna e rilancia il suo gusto di esistere.
Sentire in ogni cellula la gioia di vivere è il fiore all'occhiello di ogni vita assaporata. Quali sono gli elementi che la nutrono nell'arco della vita, ben oltre la luminosa stagione della giovinezza? E come possiamo mantenerli in una traiettoria ottimale di salute fisica e mentale? Un bel carattere, dove la genetica aiuta a selezionare il positivo nella vita, è un talento cardinale per la gioia di vivere. Vero. E tuttavia, la genetica è come l'argilla: viene fortemente modellata da fattori ambientali, detti epigenetici. A torto si pensa che questi fattori agiscano dalla nascita in poi. In realtà la traiettoria di salute, che è la prima condizione della gioia di vivere, parte dal concepimento e da quello che avviene in utero durante i nove mesi di gravidanza. Se la nascita è prematura, se la placenta funziona poco e stressa il feto e lo affama, perché trasmette pochi nutrienti e pochi ormoni utili, ecco che il potenziale di gioia........
