Hail Mary: ma è più commedia e buddy-movie De Sica vede bene con gli occhi degli altri
Si è spento il Sole, chi l’ha spento sei tu: così cantava Adriano Celentano più di 60 anni fa. Ora sembra che, almeno a stare al film “L’ultima missione – Project hail Mary”, si siano trovati dei colpevoli: gli astrofagi, minuscoli alieni che si pappano le stelle dell’universo. Quasi tutte, tranne una. Sta a 12 anni luce da noi, poco più di una passeggiata, e in quella direzione sta andando un’astronave con a bordo Ryland Grace, che in realtà è un insegnante di scienze in una scuola media, con un passato da biologo, per lui non proprio lusinghiero.
Se la scienza ci informa che il Sole dovrebbe vivere ancora almeno 5 miliardi di anni, la letteratura e il cinema si sa contravvengono a questa ipotesi. Si parla anche di letteratura, perché il film trae origine da un romanzo di Andy Weir, lo stesso che scrisse anche “The Martian”, portato sullo schermo da Ridley Scott con Matt Damon e anche qui c’è un uomo........
