Cannes 79, giorno 4. Hamaguchi umanista Travolta fanciullino, Kreutzer deludente
Arriva il film che batte tutti in lunghezza (3h15’) e quello che finora batte tutti come delusione. Uno potrebbe anche correre per la Palma, l’altro per essere dimenticato velocemente.
SOUDAIN di Hamaguchi Ryusuke (Concorso) – Marie-Lou dirige una clinica d’accoglienza per anziani, spesso colpiti dall’Alzheimer, alla periferia di Parigi. Ha diversi problemi sindacali da risolvere. Un giorno casualmente conosce Mari, regista teatrale giapponese, che ha un figlio disabile e sta portando a teatro uno spettacolo sui manicomi, partendo dalla celebre frase di Franco Basaglia: da vicino nessuno è normale. Mari ha un tumore grave e le resta poco da vivere; e se Marie-Lou accorre subito a vedere lo spettacolo, Mari ricambia la visita, dandosi da fare con le sue terapie antistress nella casa di cura. Hamaguchi, per la prima volta fuori dal Giappone, conferma uno sguardo umanista, nella devozione di aiuto che ognuno ci mette nell’aiutare gli altri: lo fa attraverso tempi lunghissimi, scene insistite e dilatate, con spunti documentaristici. E affronta ancora una volta le varie........
