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Il nocciolo duro del regime iraniano si fa bastare i messaggi smozzicati per credere alla sopravvivenza

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14.03.2026

Durante le celebrazioni per la giornata di al Quds i vertici del regime sfilano per le strade di Teheran. Ma Mojtaba Khamenei non c'è. L'analisi di Kian Tajbakhsh, professore iraniano perseguitato dagli ayatollah

Ieri, sotto un cielo plumbeo, interrotto da dense colonne di fumo, la Repubblica islamica ha celebrato la giornata di al Quds con una processione, a favor di telecamera, per le strade di Teheran. Ai lati del corteo volteggiavano le bandiere e s’intersecavano i soliti slogan, “Morte all’America”, “Morte a Israele”, e in mezzo, fiancheggiati da bassiji, guardie del corpo e poliziotti in borghese sono sfilati il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale Ali Larijani, il capo della polizia Ahmadreza Radan, il presidente Massoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il capo della Giustizia Gholam Hossein Mohseni Ejei, l’ayatollah Alireza Arafi, il direttore dell’agenzia atomica Mohammad Eslami e il capo della giustizia Gholam Hossein Mohseni Ejei. Nessuna traccia, invece, della nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei, nessun video, né messaggio audio dopo la dichiarazione d’intenti di giovedì. 

“Sappiamo che è ferito e probabilmente sfigurato”, ha detto ieri il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth. Quanto pesa l’assenza di Mojtaba? La sua effigie giganteggia dai cartelloni, il quotidiano dei falchi Kayhan lo ha promosso “comandante della guerra”, ma mentre montano le indiscrezioni, che impatto provoca ha la sua lontananza sul nocciolo duro del regime? Per quanto significativa e quali che siano le circostanze che la motivano, secondo l’analista iraniano-americano Kian Tajbakhsh, al momento l’assenza di Mojtaba, non suscita eccessivi turbamenti. “E’ ancora presto. Parliamo di un uomo che è a stretto contatto con il centro nevralgico del potere da anni, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta anche di una persona che si è sempre mossa dietro le quinte, e in questo senso lo stile di Mojtaba finora è una prosecuzione di quello che già conosciamo........

© Il Foglio