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Erano la boy band più sfacciata. Vent'anni dopo i Five hanno qualcosa da dirsi

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19.03.2026

La reunion e un tour mondiale, che passa anche da Milano. Non è nostalgia: è una guarigione collettiva. "Cerchiamo quella verità fisica che l'AI non può replicare. È l’imperfezione che rende il risultato unico”. Gli schermi che dividono, una sneaker passata di mano in mano e George Clooney che mangia spaghetti

Sali sul palco e vedi solo una distesa di telefoni davanti a te. Nessuno guarda lo spettacolo, tutti lo filmano. È un mondo diverso, un’altra generazione. Cerchiamo un contatto ma c’è uno schermo di mezzo”, raccontano i Five, la boy band che alla fine degli anni Novanta, con “Everybody Get Up”, “Keep On Movin’” e “If Ya Gettin’ Down”, incarnava l’energia più ruvida e sfacciata del pop britannico. Nati da un’intuizione di Chris Herbert, il manager già dietro il successo delle Spice Girls, il gruppo doveva essere la risposta “di strada” al pop zuccheroso dell’epoca. Ora Scott, Richard, Sean, Abs e Jason si ritrovano per un tour mondiale (in Italia mercoledì 8........

© Il Foglio