Le uniche tre regioni che hanno votato Sì sono quelle che Meloni ha maltrattato. Buona idea?
La premier non è stata abbandonata solo e proprio da quel nord, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia-Giulia in particolare, con cui ha avuto il peggior rapporto e la minore attenzione. Un governo che soffre fin dall'inizio di romanocentrismo e che ha visto voltarsi le spalle dalle regioni del centro-sud, dove la presidente del Consiglio aveva vinto molto bene alle politiche
Le “colpe” secondo Meloni per la sconfitta al referendum: Gratteri, Iran, Trump. Si arena il premierato
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La vittoria del No al referendum in cinque grafici
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Forse davvero quei truci ricconi del nord e nord-est sono insensibili al collaborazionismo di Meloni con quel bombarolo di Trump (come dice la Cuzzo), insensibili all’intimo rapporto tra “Bella ciao” e il correntismo del Csm, insensibili alla svolta autoritaria e persino alle ingerenze clericali in politica di don Zuppi, nuovo megafono di Dio. Insensibili ai quattro novissimi etici che hanno deciso del referendum. Come che sia, le tre regioni del nord, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia – le aree più economicamente progredite e trainanti del paese (con la rossa Emilia-Romagna) – sono le uniche in cui ha vinto il Sì: 53,5 per cento in Lombardia, 58,4 in Veneto e 54,4 in Friuli Venezia Giulia.
Tre regioni guidate da Lega e centrodestra. Un dato che potrebbe essere scontato, ma che diventa interessante se si considera che nelle regioni del centro-sud, dove Meloni aveva vinto molto bene alle politiche, l’elettorato le ha voltato le spalle. Di brutto. Credere che sia stato l’effetto di un accurato studio della riforma, è fuori luogo. Meloni non è stata abbandonata solo e proprio da quel nord con cui ha avuto il peggior rapporto e la minore attenzione. Dove invece ha elargito molto, niente. E’ un tema........
