Italia-Inghilterra del Sei Nazioni secondo Lorenzo Cannone
"Se si vince, facciamo la storia: la prima volta. Se si perde, significa che abbiamo sbagliato qualcosa, che dobbiamo studiare ancora, che fra un anno ci riproveremo", parla il terza centro degli Azzurri
Il business del Sei Nazioni
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Il rugby è "una routine che vuole disciplina". Parla Manuel Zuliani
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Il direttore d'orchestra dell'Italrugby
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Ottanta minuti effettivi più l’ultimo pallone finché vive. Ma una partita di rugby può durare anche di più, ancora di più, molto di più. Fra il cronometro e l’eternità, una partita come Italia-Inghilterra (oggi alle 17.40 all’Olimpico di Roma e su Sky Sport e Tv8, quarto turno del Sei Nazioni 2026) si protrae, si prolunga, si moltiplica nel tempo. Lorenzo Cannone, fiorentino, numero 8, cioè terza centro del Benetton e degli Azzurri, ricomincia da due dati temporali: i suoi anni, 25, e i suoi caps, le presenze in nazionale, 36.
Quando comincia una partita?
“Con le convocazioni, sette, otto, nove giorni prima del match. Ma durante il Sei Nazioni non si stacca mai, neppure nella settimana, rimasta unica, di........
