“La democrazia deve difendersi”. Parla Amidror, ex consigliere per la sicurezza d’Israele
L'ex generale di stato maggiore israeliano invita a trarre numerose lezioni dalla guerra in medio oriente: "Non c’è più paura di affrontare il male e le dittature. Il tempo in cui le democrazie come Israele e America guardano i nemici e si ritirano impauriti è finito. La democrazia deve essere aggressiva di fronte alle minacce"
"Sull'Iran la sinistra è senza identità. Temono di sembrare pro-Trump", dice Fiano
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“Hezbollah è entrato in guerra, lanciando missili e droni contro Israele e per noi è una dichiarazione di guerra”. Così al Foglio Yaakov Amidror, ex generale di stato maggiore israeliano e consigliere per la sicurezza nazionale del governo di Benjamin Netanyahu. “Ci vorranno giorni per vedere altri attacchi israeliani in Libano e intanto americani e israeliani continuano la guerra in Iran”. Guerra che ha tre obiettivi, dice Amidror. “Il primo è distruggere il loro programma nucleare e militare. Qualsiasi apparato legato a questo programma verrà raso al suolo. Il secondo obiettivo è far sì che gli iraniani al termine della guerra non avranno più modo di produrre missili. Dopo la guerra di giugno 2025 il programma nucleare iraniano è stato molto indebolito. Ma hanno cercato di riprenderlo, soprattutto nella parte missilistica”. Il terzo obiettivo è più complicato. “Perché non è misurabile: indebolire il regime iraniano al punto che l’opposizione potrà uscire di casa, senza paura di essere massacrata, e prendere il potere. Come? Non lo sappiamo ancora. E’ chiaro che le Guardie della rivoluzione verranno distrutte, poi toccherà ai Basij, ma parliamo di un milione di persone fedeli........
