Carlo Rovelli finisce nella "honey trap" cinese. È una strana tendenza tutta italiana
Sul Corriere il fisico teorico propone un avvicinamento europeo a Pechino. Una lettura che somiglia tantissimo, per linguaggio e contenuti, a ciò che i funzionari del Partito comunista cinese offrono ai loro interlocutori europei. Indulgente verso il potere di Xi Jinping e distante dal nodo dei conflitti e da quello dei diritti
Deve esserci una ragione profonda, indecifrabile come un buco nero, come materia oscura, nella fascinazione politica italiana per una potenza illiberale come la Repubblica popolare cinese. A essere ottimisti, deve avere a che fare con la capacità tutta cinese di lusingare l’interlocutore, convincerlo, e per farlo la maggior parte delle volte gli basta ricorrere solo alla negazione: mentre le bombe della Russia sono inconfutabili, la honey trap della Cina nutre l’ego di chi la sa lunga e trasforma tutti – ex presidenti del Consiglio, anonimi ingegneri, fisici tuttologi sulla prima pagina del Corriere – in fini analisti delle relazioni internazionali. Solo che, come uno scienziato sa bene, se si manipolano i dati di partenza si ottiene tutt’al più una verità alternativa o, peggio, uno strumento di propaganda. Ieri Carlo Rovelli, stimato fisico........
