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Se il bob dell'Italia è rosso è per Eugenio Monti (e per una questione di soldi)

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16.02.2026

Al bobbista ampezzano è dedicata la pista olimpica di Cortina. Fu lui a portare il rosso sulle lamiere degli equipaggi azzurri e a cambiare per sempre il bob, non solo italiano

Non fosse stato per un ginocchio e per due legamenti, Eugenio Monti sarebbe ricordato probabilmente per la sua bravura sugli sci, non certo per essere stato uno dei più grandi campioni della storia dell'Italia del bob. Perché Eugenio Monti era un eccezionale sciatore, uno capace di tenersi alle spalle, spesso e volentieri, Zeno Colò, di vincere i titoli italiani di Slalom e Gigante, di primeggiare anche nella Discesa libera. Era un funambolo, capace come pochi di unire grazia e potenza. Per Gianni Brera era "una tempesta di talento sulla neve capace di sbaragliare tutto e tutti". Il suo discendere però si fermò a Sestriere, quando in allenamento il suo sci si impuntò su di un tratto di neve troppo soffice e il suo ginocchio fece crack: il legamento collaterale mediale e quello crociato anteriore si ruppero. All'epoca, era il 23 gennaio del 1951, voleva dire solo una cosa: addio alla carriera professionistica.

Eugenio Monti aveva gli occhi furbi, i capelli rossi, la tendenza a vedere sempre il lato peggiore delle cose e una volontà di rivalsa ancor maggiore del suo pessimismo. Fu così che, una volta tornato a camminare e a correre, decise che se non poteva diventare il più forte sciatore d'Italia, sarebbe stato il più forte in un'altra disciplina. E all'epoca, l'altra disciplina, l'unica che garantiva lo stesso livello di adrenalina, era il bob. Il bob all'epoca era rischio e velocità, uno sport tradizionalista e refrattario al cambiamento. In pratica, il posto perfetto per un uomo interessato più al futuro che a........

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