"Non ho mai chiesto di fare accessi abusivi o altro di illecito". La versione di Enrico Pazzali sul caso Equalize
Intervista all’ex presidente della Fondazione Fiera Milano, indagato nel caso Equalize: “Se avessi saputo degli accessi abusivi alle banche dati da parte di Gallo e Calamucci li avrei spellati vivi”. Le intercettazioni inedite che lo scagionano
"Sono passati cinquecento giorni da quando, il 25 ottobre 2024, ho scoperto di essere indagato e resto in attesa di conoscere il mio destino, almeno sul piano giudiziario. Sul piano personale il processo già c’è stato, la condanna mediatica pure e la pena la sto scontando sulla mia pelle tutti i giorni. Magari quando tra dieci anni il processo, quello vero, finirà, tutti scopriranno che sono innocente, ma sarà ormai troppo tardi". A parlare è Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera Milano, indagato nell’inchiesta sulla società Equalize (di cui era socio di maggioranza), accusata di aver messo in piedi un sistema di “dossieraggio” illegale e accessi abusivi a banche dati strategiche nazionali. Secondo l’indagine condotta dai pm Francesco De Tommasi (procura di Milano) e Antonio Ardituro (procura nazionale antimafia), tra il 2019 e il 2024 Equalize avrebbe venduto “informazioni illecitamente acquisite, oppure a scopo estorsivo e ricattatorio, per condizionare e influenzare settori della politica e dell’imprenditoria”. Tanti i personaggi e i vip che sarebbero stati “spiati” (da Paolo Scaroni ad Alex Britti). L’inchiesta è deflagrata nell’ottobre 2024, con gli arresti domiciliari nei confronti di Carmine Gallo, amministratore delegato di Equalize ed ex funzionario di polizia noto sul piano nazionale per il suo coinvolgimento nelle prime maxi operazioni milanesi contro la ‘ndrangheta e per essere stato protagonista delle indagini sui sequestri di persona, tra cui il caso Gucci. Il 9 marzo 2025 Gallo è morto improvvisamente a causa di un infarto. L’altro protagonista del presunto spionaggio illegale è Samuele Calamucci (anche lui finito ai domiciliari): ingegnere e consulente aziendale, Calamucci è un hacker e in passato ha fatto anche parte del collettivo Anonymous.
Secondo gli inquirenti, l’agenzia offriva e vendeva rapporti su persone grazie ad accessi abusivi a banche dati dello stato, come lo Sdi (il sistema presso il ministero dell’Interno dove afferiscono tutte le notizie relative all’attività delle forze di polizia), Serpico (Sistema informatico dell’Agenzia delle entrate), Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente), Siva (Sistema informativo valutario). Migliaia di dati sarebbero finiti nei report predisposti da Equalize, spesso “mimetizzati” in modo da apparire leciti. Pazzali ha sempre respinto le accuse. Dopo mesi di silenzio, ha accettato di confrontarsi con il Foglio sulla vicenda.
Dottor Pazzali, lei ha più volte spiegato che Equalize svolgeva principalmente attività di compliance, in particolare producendo report reputazionali. Era al corrente degli accessi abusivi alle banche dati riservate da parte di Gallo e Calamucci? “Assolutamente no. I report reputazionali, almeno secondo le mie conoscenze e anche le mie convinzioni, erano tutti basati su informazioni........
