Il Qatar perde un quinto del gas. Netanyahu: "Ho agito da solo su South Pars"
Ucciso il portavoce dei pasdaran. Droni iraniani sulle raffinerie nel Golfo. Netanyahu: "Ho agito da solo su South Pars", e sospende gli attacchi ai giacimenti. Il Pentagono chiede al Congresso 200 miliardi di dollari. Il Nowruz nell'oscurità digitale
♦ GIORNO 21 - I FATTI PRINCIPALI, IN BREVE
Nella notte tra il 19 e il 20 marzo, l'Iran ha colpito con missili e droni le infrastrutture energetiche dei paesi del Golfo, in risposta all'attacco israeliano di mercoledì al giacimento di South Pars. La raffineria kuwaitiana di Mina al Ahmadi è stata colpita da più ondate di droni. QatarEnergy ha dichiarato "forza maggiore" sull'intera produzione di gnl dopo i gravi danni a Ras Laffan: il ministro dell'energia di Doha ha stimato una perdita di 20 miliardi di dollari annui e cinque anni di lavori per il ripristino. Netanyahu ha annunciato che Israele non attaccherà altre infrastrutture energetiche iraniane, su richiesta di Trump, che però si è trovato a smentire tre funzionari israeliani nel dire di non aver saputo nulla dell'attacco a South Pars.
Trump valuta l'occupazione dell'isola di Kharg: secondo Axios, l'Amministrazione starebbe considerando l'occupazione o il blocco navale dell'isola che processa il 90 per cento delle esportazioni di greggio iraniano. Piano previsto: un mese di bombardamenti preparatori, poi eventuale sbarco dei marines, tre unità dei quali sono già in viaggio verso la regione.
Ucciso il portavoce dei pasdaran, il generale Ali Mohammad Naeini
Raid su infrastrutture militari nella regione di Suwayda, in Siria, poche ore dopo che il presidente siriano al Sharaa aveva proclamato la neutralità del paese al Congresso siriano durante la preghiera dell'Eid al Fitr
Il governatore della Banca di Francia avverte che la Bce è pronta a intervenire. Il Pentagono chiede al Congresso 200 miliardi di dollari per finanziare l'Operazione Epic Fury
Trump valuta l'occupazione di Kharg, scrive Axios
C'è un'opzione sul tavolo di Washington che, se attuata, cambierebbe radicalmente la natura del conflitto. Secondo quattro fonti con diretta conoscenza del dossier citate da Axios, l'Amministrazione Trump starebbe valutando l'occupazione o il blocco navale dell'isola di Kharg, nel Golfo Persico, a una ventina di chilometri dalla costa iraniana. Kharg è l'impianto che processa il 90 per cento delle esportazioni di greggio di Teheran. L'obiettivo sarebbe costringere l'Iran a riaprire lo stretto di Hormuz. "Vuole Hormuz aperto. Se per farlo deve prendere Kharg, lo farà", ha detto ad Axios un alto funzionario dell'Amministrazione, precisando però che nessuna decisione è stata ancora presa.
L'operazione non sarebbe immediata. Secondo una persona a conoscenza del ragionamento della Casa Bianca, il piano prevede circa un mese di bombardamenti aggiuntivi per degradare ulteriormente le capacità militari iraniane sull'isola e dintorni: "Dobbiamo indebolire gli iraniani, prendere l'isola e poi tenerli per le palle e usarla per le trattative", ha detto la fonte ad Axios. Venerdì scorso l'esercito americano ha già condotto raid massicci su decine di obiettivi militari a Kharg – un "colpo di avvertimento", secondo i funzionari americani, ma anche un primo passo per preparare il terreno a un'eventuale operazione di terra. Trump giovedì ha detto ai giornalisti: "Possiamo prendere quell'isola quando vogliamo. Ho lasciato i tubi intatti, perché ricostruirli richiederebbe anni".
Non tutti nell'establishment militare americano sono convinti. Il contrammiraglio in congedo Mark Montgomery ha avvertito Axios che un'operazione del genere esporrebbe le truppe a rischi inutili con un esito incerto: "Se sequestrassimo Kharg, loro chiuderebbero il rubinetto dall'altra parte. Non è che controlliamo la loro produzione petrolifera". Montgomery ritiene più probabile che, dopo altre due settimane di raid, gli Stati Uniti optino per scortare le petroliere direttamente attraverso lo stretto con cacciatorpediniere e aerei, senza bisogno di uno sbarco.
Nel frattempo, tre unità dei marines sono in viaggio verso la regione e la Casa Bianca e il Pentagono stanno valutando ulteriori rinforzi. I legali del Pentagono sarebbero già stati consultati sulla legittimità delle opzioni allo studio. Il viaggio di Trump in Cina, previsto per fine marzo, è stato rinviato a causa della crisi nello stretto.
Scende il prezzo del petrolio. La Bce si prepara. Il "conto" al Congresso
Dopo i picchi di giovedì, il Brent arretra questa mattina a 110 dollari al barile – ancora il 50 per cento sopra i livelli pre-guerra, ma in calo rispetto ai massimi. A contribuire alla discesa ci sono le dichiarazioni distensive di Washington: il ministro del Tesoro americano Scott Bessent ha detto a Fox Business che per far scendere i prezzi gli Stati Uniti potrebbero "revocare le sanzioni sul petrolio iraniano che si trova attualmente in mare". Una mossa che suona paradossale – alleggerire la pressione economica su Teheran nel mezzo di una guerra – ma che riflette la doppia urgenza dell'Amministrazione: tenere aperto Hormuz e bassa l'inflazione. Il segnale si somma alla richiesta di Trump a........
