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Come smascherare il No della post verità

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17.03.2026

Votare Sì (anche) per mandare in soffitta un lascito del Ventennio. Mentre il metodo del fronte contrario alla riforma della giustizia è il depistaggio

Come previsto la campagna referendaria sta sempre più avvitandosi attorno a temi estranei al quesito referendario. È stato detto – non ricordo da chi – che così si realizza un “furto di democrazia”, io mi limito a dire che così si realizza una offesa alla Costituzione. Questa, nell’affermare il principio della sovranità popolare, tiene a distinguere gli istituti di democrazia diretta da quelli di democrazia rappresentativa. Ma è ancora possibile continuare a sollecitare voti e discussioni sulla proposta e non sui proponenti; a sollecitare voti sui testi approvati dal Parlamento e sottoposti all’approvazione popolare ai sensi dell’art. 138 della Costituzione, non su reconditi propositi né su frasi più o meno felici di Gratteri o di Nordio. I proponenti – come sottolineano  Stefano Ceccanti e Arturo Parisi – li giudicheremo il prossimo anno nelle elezioni politiche.

In questa campagna referendaria stiamo scontando la cinica impostazione dell’Associazione nazionale magistrati che fin dall’inizio (fin dalla cartellonistica delle stazioni) ha eliminato ogni riferimento alla normativa sottoposta agli elettori, ai suoi contenuti e ai limiti logico-giuridici che essa imporrebbe. Non ha portato argomenti ma ha........

© Il Foglio