Dall’addio a Opzione Donna al part time incentivato: una Legge di Bilancio che colpisce l’occupazione femminile e frena crescita e natalità
Non è solo per l’abrogazione di Opzione Donna, che pure è molto grave. Oltre ad essere iniqua e ingiusta, la quarta manovra del governo Meloni è fortemente punitiva per le donne perché svela in modo impietoso un ordine simbolico preciso: il destino femminile è pagare in solitudine il prezzo del lavoro riproduttivo, di cura e domestico. Le donne esistono, vengono percepite da questa politica, solo se e in quanto madri, invece che come il capitale umano indispensabile per il rilancio dell’Italia.
Al quarto giro di boa cadono tutti gli alibi: il primo governo della storia del Paese guidato da una Premier non lavora per le donne e non mette in discussione il modello di famiglia tradizionale, con la donna ad occuparsi dei figli e della famiglia e l’uomo protagonista della dimensione professionale e pubblica. Per capirlo basta mettere in fila le misure del provvedimento.
La perdita di Opzione Donna - una speranza di pensionamento che teneva conto del lavoro femminile non retribuito, ma non certo un regalo con il ricalcolo contributivo - apre una voragine nel destino di molte lavoratrici. Ancora più incisivi in senso negativo i pochi interventi sull’occupazione femminile. La decontribuzione previdenziale riservata alle imprese riguarda infatti l’assunzione di donne disoccupate da almeno sei mesi, ma con 3 o più figli minori, una platea ristretta. E se l’incentivo premia il tempo indeterminato, il governo ha tuttavia deciso in contemporanea di favorire la trasformazione a tempo........





















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