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Al processo di Torino, l’accusa descrive bambini atterriti dalle immagini eppure la storia è un’altra

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23.01.2026

“Affidi pilotati, choc al processo: film su Auschwitz per impaurire i bambini”. Sono questi i titoli che ieri hanno raccontato il processo sui presunti (dettaglio non da poco) affidi illeciti a Torino, una sorta di Bibbiano bis in salsa piemontese. Titoli che riassumono il racconto fatto in aula dal colonnello dei carabinieri Vincenzo Bertè, che coordinò le indagini guidate dalla pm Giulia Rizzo. La tesi portata avanti dalla procura è sovrapponibile a quella della famosa inchiesta “Angeli e Demoni”: i due bambini di origine nigeriana, secondo l’accusa, vennero tolti ai genitori con false prove di abusi nella famiglia d’origine.

Tra i temi trattati nell’udienza di mercoledì - quando le difese hanno contestato una delega d’indagine della pm che chiedeva ai carabinieri di relazionare sugli orientamenti sessuali delle indagate, particolare sfuggito ai grandi media -, dunque, la visione di un cartone animato, fatto vedere ai bambini, secondo l’accusa, per manipolarli poco prima di un’audizione. «Il 17 luglio 2020 in vista dell’audizione dei bambini — queste le parole di Bertè riportate da Repubblica — fanno vedere ai piccoli un cartone che parlava dei campi di concentramento, c’erano dei bimbi........

© Il Dubbio