Pochi Paesi a Davos, niente Ue e molti dubbi su un organismo privato che rischia di indebolire l’Onu
«Tutti vogliono entrare nel Board of Peace»: quando si tratta di trionfalismo Donald Trump non è secondo a nessuno. Il peana sembra però fuori luogo. Ieri alla solenne cerimonia di Davos, atto ufficiale di nascita dell'organismo internazionale "privato" ideato dal presidente degli Usa, hanno partecipato appena una ventina di Paesi sui 50 a cui The Donald aveva chiesto l'adesione (non gratuita: toccava sborsare un miliardo a Stato) e anche tra questi pochi si sono fatti rappresentare dal capo di governo. Ci sono tra gli altri, molti dei principali Paesi del Medio Oriente ed è comprensibile dal momento che Il Board è nato proprio per ricostruire Gaza: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia.
C'è anche Israele anche se Netanyahu non ha potuto presentarsi e firmare di persona per non finire in manette per via del mandato di cattura internazionale della Corte penale dell’Aja.
Ci sono la Bielorussia e la Russia, che però per il miliardo del biglietto rinvia ai propri fondi congelati negli Stati Uniti: prendeteli pure da lì. Ci sono l'Argentina di Milei e un buon numero di repubbliche........
