La proposta di risoluzione comune della premier ha smascherato ancora una volta le divisioni dell'opposizione e la lotta per la leadership
Come si tengono insieme l’invito all’unità istituzionale e a una risoluzione comune sulla sicurezza rivolto dalla premier all’opposizione, e in particolare con tanto di nome e cognome a Elly Schlein, con la durissima requisitoria del ministro Piantedosi alla Camera? Non è difficile ricomporre l’apparente contraddizione. Si spiega facilmente con l’obiettivo del governo di massimizzare il danno per l’opposizione tutta e in particolare per il Pd.
Nella sua informativa il ministro dell’Interno ha distribuito manganellate a volontà. L’obiettivo non erano tanto “i violenti”, che nessuno in Parlamento difende e nessuno o quasi neppure osa ridimensionare di fronte all’iperbolica accusa di terrorismo. L’obiettivo era l’intera manifestazione, non solo la sua riottosa coda. L’intero corteo, sostiene, ha coperto i duri che si preparavano allo scontro «anche aprendo gli ombrelli per nasconderli». L’obiettivo era l’opposizione tutta colpevole a volte di «sfilare con i violenti» regalandogli così «una prospettiva di impunità», altre volte di disquisire sociologicamente invece di chiamare i........
