La decisione del giudice sugli arresti domiciliari e l’obbligo di firma diventano terreno di scontro politico. Il leader leghista: "Vergogna"
Sugli incidenti di piazza di Torino non accenna a spegnersi la polemica politica. La giudice per le indagini preliminari di Torino, Irene Giani, ha disposto infatti gli arresti domiciliari per Angelo Simionato, 22 anni, originario della provincia di Grosseto, e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per Matteo Campaner, 34 anni, e Pietro Desideri, 32 anni, entrambi torinesi. È l’esito dell’udienza di convalida per i tre fermati dopo gli scontri avvenuti sabato scorso durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, culminata in una vera e propria guerriglia urbana e nel ferimento dell’agente di polizia Alessandro Calista.
Il gip ha convalidato gli arresti, ma non ha accolto la richiesta della procura di applicare la custodia cautelare in carcere. Una scelta motivata in modo analitico nelle tre ordinanze: per Campaner e Desideri, incensurati e mai segnalati alle forze dell’ordine, la misura dell’obbligo di firma viene ritenuta «maggiormente adeguata al caso di specie», in quanto idonea a prevenire il rischio di reiterazione del reato alla luce della loro storia personale e dell’assenza di legami con gruppi organizzati violenti. Per Simionato, accusato di concorso in........
