Forza Italia fa scouting di liberali, mentre il Generale pensa all'Afd. E se restassero tutti nella stessa coalizione?
Due operazioni parallele, apparentemente divergenti, stanno ridisegnando i confini del centrodestra. Da un lato gli abboccamenti sempre più espliciti tra Forza Italia e Carlo Calenda, dall’altro le fibrillazioni che attraversano la Lega attorno alla figura di Roberto Vannacci.
Dinamiche diverse, ma potenzialmente convergenti in un esito comune: la costruzione di un centrodestra pletorico, capace di estendersi dal liberalismo riformista fino a lambire aree radicalmente xenofobe, tenute insieme più dalla convenienza elettorale che da una reale omogeneità politica.
Sul versante centrista, Forza Italia si muove con cautela ma senza chiudere porte. Antonio Tajani mantiene un profilo prudente, evitando di trasformare il dialogo con Azione in un’operazione politica strutturata, ma lasciando filtrare la disponibilità a collaborazioni tematiche e, soprattutto, amministrative.
Il precedente lucano e l’ipotesi di intese locali nelle grandi città raccontano di un partito che ambisce a farsi baricentro della coalizione, intercettando mondi liberali e riformisti in cerca di una........
