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Così i sacrestani hanno salvato la chiesa di Sant’Agostino dalla chiusura

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20.03.2026

C’erano una volta i sacrestani. Figure silenziose ma indispensabili nella vita delle comunità: aprivano le chiese all’alba, suonavano le campane, custodivano altari e tradizioni. Un tempo erano parte naturale del paese. Oggi, quasi ovunque, sono scomparsi. E anche a Montefalco quella storia ha rischiato di ripetersi. La chiesa di Sant’Agostino, costruita nel 1275 e affacciata sul salotto del borgo, corso Mameli, per un periodo ha davvero rischiato di restare chiusa. Un paradosso per uno dei luoghi più suggestivi della città di Benozzo Gozzoli, meta quotidiana di turisti e visitatori. A evitare che il grande portone rimanesse sbarrato sono stati due cittadini: Carla Grisanti, commerciante, e Guido Mattioli, ex consigliere comunale. Da aprile 2025 hanno raccolto l’appello del parroco ad interim di San Bartolomeo, don Luca Gentili. L’età avanzata dei volontari storici non permetteva più di garantire l’apertura quotidiana........

© Il Corriere dell'Umbria