Maurizio Molinari rilancia: “Basta ideologie, lavoriamo a un piano per l’Umbria”
19 Aprile 2026, 15:10
“Riteniamo che il contesto, internazionale, nazionale e locale sia talmente complesso che non è possibile trincerarsi dietro alle ideologie e che, piuttosto, la soluzione sia fare squadra. Dobbiamo lavorare insieme, uniti e sulla stessa lunghezza d’onda con tutti, a cominciare dalle organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali”. A parlare è il segretario generale Uil Umbria, Maurizio Molinari.
- Segretario, quindi siete favorevoli alla proposta di un tavolo comune per rilanciare l’economia dell’Umbria?
Siamo convinti che dobbiamo scrivere insieme un grande piano industriale e di sviluppo per l’Umbria, dobbiamo farlo subito e dobbiamo metterlo in pratica monitorandolo con continuità. Un tavolo permanente, un’alleanza per lo sviluppo e la crescita sostenibile, non contano i nomi ma i fatti e noi siamo a disposizione.
- In questo quadro, come descrive oggi la situazione economica della regione?
I numeri dicono che il Pil registra un lieve aumento, che in una congiuntura internazionale come questa risulta impercettibile ai cittadini, schiacciati dall’aumento della benzina. L’auspicio è che le misure che si vogliono attuare possano portare un po’ di sollievo a tutti. Se la crescita è lieve, il tasso di occupazione è alto: 69%, sopra la media nazionale, e la disoccupazione è scesa al 5%, tra i livelli più bassi. Gli occupati sono cresciuti dell’1,9% nel 2025. Il vero problema è com’è questo lavoro: spesso poco qualificato e instabile. Questo ci dice che dietro i numeri, dati dai governi nazionali o regionali, c’è anche qualche ombra.
- Quanto pesa, in questo scenario, il tema dei costi energetici per famiglie e imprese?
L’impatto dei costi energetici rischia di innescare di nuovo una clamorosa spirale inflazionistica che si scaricherebbe sulle spalle degli umbri. Per questo ci auguriamo che gli interventi promossi dal Governo nazionale in questi giorni, per un taglio dei costi del carburante, diventino strutturali. Di certo la congiuntura internazionale non aiuta l’export, già in sofferenza. Dal nostro punto di vista servono interventi strutturali nel senso dell’autonomia energetica. Da un lato va accelerata la transizione verso energie pulite e rinnovabili, in maniera controllata e guidata. Dall’altro però non possiamo permetterci preclusioni ideologiche su altre tipologie. Per quanto riguarda l’Umbria, servono sostegni, in particolare per le piccole e medie imprese e i lavoratori più esposti, che sono i primi a pagare il prezzo di questi aumenti. Non possiamo accettare che i rincari si traducano in perdita di posti di lavoro o in ulteriore impoverimento delle famiglie. Infine, c’è un tema che per noi è centrale: i salari. Se i costi aumentano, i redditi devono essere adeguati. Serve rafforzare la contrattazione e rinnovare i contratti nazionali, perché non si può scaricare tutto il peso dell’inflazione sui lavoratori. In sintesi: interventi immediati per........
