Il risultato del referendum non sancirà la chiusura del conflitto tra politica e magistratura
Più passa il tempo e più mi convinco che la consultazione referendaria del 2026 rappresenti il culmine di un lungo conflitto tra politica e magistratura, quest'ultima ingiustamente accusata per oltre tre decenni d’interferenze inappropriate attraverso un utilizzo strumentale dell'azione penale. Questa riforma sembra nascere proprio da un'esasperazione della classe politica, spinta da episodi e contrasti che hanno accentuato la tensione tra due importanti poteri dello Stato.
Eventi come il blocco d’infrastrutture strategiche deciso dalla Corte dei Conti o le inchieste su figure di spicco del governo attuale hanno portato l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni a denunciare apertamente quello che lei più volte ha definito come un’ingerenza della magistratura nell’operato della politica. Nel febbraio del 2026, a seguito di una sentenza che obbligava lo Stato italiano a risarcire una ONG, la Premier dichiarava: "Sentenza di giudici........
