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L’Ottocento, tra ideali, Barolo e coraggio

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17.04.2026

Torna Marina Marazza, una delle autrici di romanzi storici più brave del panorama italiano, con “Il rosso del re” (Solferino Libri), secondo della saga dei Barolo, come ci suggerisce il sottotitolo, ma il romanzo è leggibile anche a sé e autoconclusivo (una volta conosciuta la sua scrittura, vi verrà comunque voglia di recuperare i libri precedenti). Il progetto, uscito per Solferino, narra la storia di Juliette Colbert di Maulévrier (se ve lo chiedete…sì! Suo antenato è Jean Baptiste Colbert, il celebre ministro di Luigi XIV), altrimenti conosciuta come Giulia marchesa di Barolo, una donna, per la sua epoca, il diciannovesimo secolo, fuori dall’ordinario per ingegno, acume, talento e animo grande: grazie a lei si affermò il vino oggi famoso in tutto il mondo.

Ma Giulia non è stata solo l’artefice della fortuna del Barolo. È stata una donna visionaria, antesignana, filantropa, coraggiosa, attenta al sociale, supportata da un consorte altrettanto nobile di spirito, il decurione marchese Tancredi Falletti di Barolo, marito attento e innamorato, prodigo, tra l’altro, nell’accogliere piccoli diseredati, in quanto aveva capito che «togliere i bambini dalla strada e insegnare loro le cose fondamentali è il primo passo per farne dei buoni cittadini ed evitare che diventino ladruncoli o mendicanti». È un matrimonio riuscito, il loro, e se volete approfondire come scattò il colpo di fulmine, vi consiglio di leggere anche il precedente volume, “Sangue delle langhe”.

Siamo ancora in tempi barbari, nonostante l’Unità d’Italia compaia all’orizzonte (mancano solo pochi........

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