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Centosettantuno anni. Il conto alla rovescia che nessuno guarda

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25.09.2026

Centosettantuno anni. È il tempo che, di questo passo, ci separa dalla parità di genere reale, quella misurabile, quella certificata dai numeri e non dai proclami. Lo dice The Gender Snapshot 2026, il rapporto pubblicato da UN Women e dal Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali, presentato lo scorso 17 settembre al Palazzo di Vetro, e rilanciato in occasione di un official side event di UNGA 81. Non un'opinione, non una provocazione retorica: la fotografia aggiornata di dove siamo, restituita da oltre cento fonti di dati incrociate su tutti e diciassette gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. E la fotografia, questa volta, non lascia margini di ambiguità: nemmeno un solo target del SDG 5, quello dedicato specificamente alla parità di genere, è oggi in linea per essere raggiunto entro il 2030.

Non è un rallentamento fisiologico. È un'inversione di rotta. Per la prima volta in ventuno anni, il numero di donne alla guida dei parlamenti nazionali è diminuito. La rappresentanza femminile nei governi nazionali è scesa al 22,4%, dopo aver toccato il 23,3% nel 2024. Sei Paesi su sette nel mondo sono ancora guidati da un uomo. E mentre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si prepara a scegliere il decimo Segretario Generale della propria storia, resta un dato che dice tutto: negli ottant'anni di vita dell'organizzazione, l'ONU non è mai stata guidata da una donna.

Il rapporto usa un'espressione che meriterebbe di entrare nel lessico politico corrente: "stacked glass ceiling", soffitto di cristallo impilato. Le donne occupano solo il 5,8% delle posizioni di amministratore delegato nelle società quotate a livello globale e appena il 25,1% dei seggi nei consigli di........

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