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Balzano i conti dello IOR. Fine missione per De Franssu: "Non è più un paradiso fiscale"

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11.05.2026

“Mai dire mai”, quando si tratta di una banca. Parafrasa il titolo del famoso film di James Bond, Jean-Baptiste de Franssu, parlando del futuro dello IOR, l’Istituto per le opere di religione, “possiamo continuare a migliorare. Ma abbiamo fatto buoni progressi”. Dopo 12 anni consegna la Presidenza al suo successore François Pauly (una vita professionale presso la Banca Rothschild) un istituto in buona salute. Con un utile netto salito nel 2025 a 51 milioni di euro, e il dividendo, il primo destinato a Papa Leone XIV per opere di religione e di carità dalla Commissione cardinalizia, pari a 24,3 milioni di euro (con un incremento del 75 per cento rispetto all’anno precedente) mentre il rimanente sarà utilizzato per le esigenze di patrimonializzazione dell’Istituto. 

Questi risultati economici sono stati raggiunti adeguando strutture e prassi agli standard internazionali. Quando Franssu aveva preso in carico lo IOR, i profitti erano maggiori (superavano gli 80 milioni) ma provenivano da una gestione dentro la zona grigia della finanza internazionale, “anzi verso la linea nera“, che stava per far precipitare il Vaticano in un........

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