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Politiche dell’immaginario. Appunti sulla responsabilità pubblica della cultura: giovani senza trama

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04.04.2026

Viviamo in un tempo in cui discutiamo di bilanci, riforme e sicurezza, ma raramente ci interroghiamo su chi governa davvero l’immaginario collettivo. Eppure, è lì che si forma l’identità delle nuove generazioni. Abbiamo investito in infrastrutture materiali, ma spesso trascurato l’infrastruttura simbolica. Abbiamo finanziato eventi, ma non sempre costruito continuità. Nel vuoto lasciato dalle istituzioni culturali si sono inseriti mercato e algoritmi globali — non per scelta, ma per assenza di regia.

Questa “rubrica” nasce da una domanda semplice: chi forma oggi l’identità collettiva?

La cultura non è un settore è una infrastruttura democratica primaria. È una responsabilità pubblica che riguarda il futuro. Perché generare cultura significa prendersi cura dell’immaginario di una comunità.

Giovani senza trama Identità e narrazione nel tempo digitale

Ripartiamo dall’ultima domanda con cui si chiudeva la riflessione precedente, perché è da lì che oggi passa una delle questioni più urgenti delle politiche dell’immaginario: che cosa accade alla costruzione dell’identità, soprattutto nelle nuove generazioni, quando l’immaginario non è più una trama condivisa ma un flusso continuo di immagini?

Non è una domanda astratta. È una domanda che riguarda il modo in cui oggi si diventa sé stessi.

Per la prima volta, una generazione cresce dentro un ambiente in cui l’immaginario non si costruisce attraverso narrazioni lunghe, condivise, riconoscibili, ma attraverso flussi continui, frammentati,........

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