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La crisi della rappresentanza e l’ascesa della disuguaglianza

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27.04.2026

Nell’incertezza permanente che caratterizza ormai il sistema socio-economico planetario, tra crisi geopolitiche ricorrenti e una condizione diffusa di policrisi, emerge tuttavia una certezza: l’aumento della disuguaglianza a livello mondiale.

La disuguaglianza è un concetto multidimensionale: può riguardare le classi sociali, il genere, l’accesso ai diritti e alle libertà. Tuttavia, un parametro unificante è rappresentato dagli aspetti economico-finanziari. L’ultimo World Inequality Report sottolinea come le disuguaglianze tra persone e territori siano un fenomeno sempre più strutturale della nostra epoca, caratterizzato da molteplici sfaccettature.

Questo andamento non sorprende, considerando i crescenti rendimenti dei mercati finanziari globali: tra il 2020 e il 2024, ad esempio, i rendimenti delle azioni hanno superato la crescita del PIL di quattro o cinque volte. Di tale dinamica hanno beneficiato soprattutto i percettori di redditi più elevati, che sono anche i principali investitori.

Secondo l’economista Thomas Pikett: quando il rendimento dei patrimoni accumulati nel passato supera il tasso di crescita dell’economia, chi possiede capitale si arricchisce più rapidamente. E questo è quanto è successo. A ciò si aggiunge il recente periodo inflattivo, che ha eroso i redditi fissi, come quelli da lavoro, mentre i profitti hanno potuto adeguarsi più facilmente all’inflazione, il che ha ulteriormente ampliato le disuguaglianze “reali” e contribuito allo spostamento nella distribuzione del reddito a favore dei profitti rispetto alle........

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