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Il climate risk non è più negoziabile. Lo dice la Bce

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24.03.2026

La Banca Centrale Europea ha comminato una multa a Crédit Agricole, imponendo un pagamento di oltre 7,5 milioni di euro per inadempienza “climatica”. Non è solo una notizia di vigilanza bancaria ma un segnale che si inserisce in un contesto globale sempre più contraddittorio, dove la transizione climatica convive con un ritorno alle priorità energetiche e di sicurezza, vanificando in parte la spinta dalla cosiddetta “rivoluzione green”.

La sanzione riguarda un ritardo nella valutazione della materialità dei rischi climatici e ambientali: un aspetto che appare meramente tecnico, ma in realtà è centrale. Per la BCE, il rischio climatico non è più soltanto un tema reputazionale, bensì un rischio prudenziale, con effetti diretti su credito, capitale e stabilità finanziaria.

Ed è proprio qui che emerge il primo elemento di riflessione: mentre la finanza europea viene chiamata a integrare il clima nei modelli di rischio, lo scenario macro globale sembra andare in direzione opposta.

In questo scenario, la mossa della BCE assume un significato che va oltre il singolo caso. Non si tratta tanto di una punizione esemplare, quanto di una misura di enforcement: le “periodic........

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