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Miracolo a Milano: vivere in 13 metri quadri

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13.04.2026

Miracolo a Milano: provare a vivere in una microcasa da 13 metri quadri, in un vecchio palazzo popolare del 1881. Ristrutturata, certo, alla meno peggio. E con bagno autonomo (non più all’esterno, in ringhiera. anche se di appena 1,09 metri quadrati). Nell’intreccio delle trasformazioni che vive la metropoli tra le più care al mondo, la storia della casina finisce giustamente sulle pagine di cronaca (il Corriere e Il Giorno, 11 aprile). E apre un’altra delle tante discussioni sulla qualità della vita di una città che si spacca sempre più profondamente: da una parte le mille luci delle vetrine di lusso e i palazzi che passano di mano per oltre un miliardo da un fondo immobiliare all’altro; dall’altra le nuove e vecchie povertà che colpiscono i ceti medi e popolari, in difficoltà proprio di fronte a un bene primario: la casa.  

La storia della “microcasa” (si può abitare? si può vendere?) è complicata da controversie su certificati, “scia” concesse ma poi rimesse in discussione, dubbi burocratici su come si possa vivere in 13 metri quadri (in realtà quelli abitabili sono meno di 10), quando i regolamenti edilizi di Milano fissano un minimo di 28 metri quadri per l’abitabilità (ma il palazzo è dell’Ottocento e le regole sono successive…) e infine anche da una sentenza del Tar (il Tribunale amministrativo regionale), che consente che quel povero disgraziato venda la sua minuscola abitazione a qualcuno che la voleva già (e ha pagato la caparra). Si andrà avanti così per un po’.

Resta il retrogusto........

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