Abitare l'instabilità, vivere la minaccia. Mona Hatoum alla Fondazione Prada
Over, under and in between è il progetto concepito dall’artista Mona Hatoum nello spazio di una cisterna costruita all'inizio del secolo scorso per ospitare i serbatoi di una distilleria nel complesso oggi gestito da Fondazione Prada a Milano.
Sfruttando l’altezza e la forma di tre sale affiancate Hatoum propone altrettanti lavori, in grado di dialogare con il visitatore invitato a riflettere sull’instabilità e sulla minaccia (ambientale, politica, tecnologica) in cui siamo tutti coinvolti.
Il lavoro di Hotoum affronta da sempre temi legati allo sradicamento, alla marginalizzazione, all’esclusione e ai sistemi di controllo sociale. In questa personale allinea tre elementi che sono consueti nel suo vocabolario artistico: la ragnatela, la mappa e la griglia.
Nel suo percorso artistico Hatoum si è concentrata progressivamente su installazioni e sculture di grandi dimensioni con l'obiettivo di suscitare sensazioni ambivalenti: desiderio e repulsione, paura e attrazione.
Come gocce di rugiada sulla tela di un ragno, l'ampia costellazione di sfere della prima sala, suggerisce un senso di reclusione, ma allo stesso tempo si presenta come un luogo incantato e sicuro.
Web (questo il titolo del lavoro) precipita il visitatore in uno spazio dove coesistono vulnerabilità e pericolo, apertura e confinamento.
La visualizzazione del mondo come noi la conosciamo non è mai stata neutrale: per questo Hatoum ha pensati di rifarsi alla mappatura di Gall-Peters che rettifica le distorsioni di quella tradizionale che fa apparire le regioni del Sud del mondo (Africa, Sud America e Sud-Est asiatico) sproporzionatamente più piccole di quello che sono in realtà.
Impossibile inoltre non accostare queste sfere rosse alle gocce di sangue quotidianamente versato dai cento conflitti in corso sul pianeta.
Suoni di scricchiolii e tintinnii accompagnano il tutto che ondeggia, si muove a zig-zag verso il basso come se stesse per cadere: poi la struttura inizia a distendersi verso l’alto e “tremare” subito prima di stabilizzarsi ai suoi 8,6 metri di altezza. Con il suo movimento, questo lavoro simboleggia la sospensione senza fine tra condizioni umane come quelle afflitte da zone di guerra o le aree colpite da disastri naturali.
Mona Hatoum è nata a Beirut, da una famiglia palestinese, ma vive a Londra dal 1975, quando lo scoppio della guerra civile libanese le ha impedito di fare ritorno nel suo paese. Il collasso dei palazzi della capitale libanese (1975 e poi 1982 e poi 2006) quello delle Torri Gemelle di New York nel 2001, gli scheletri di cemento di Gaza o dei palazzi sventrati dai missili russi a Kiev sono fissati nella sua come nella memoria di tutti noi.
Questi lavori ci ricordano che restare in piedi non significa sconfiggere, ma abitare l'instabilità: l’oscillazione di all of a quiver è forse una lezione di umiltà.
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