Come finiscono le guerre?
(di Bernardo Venturi)
Negli ultimi mesi, diversi capi di Stato e di governo hanno aperto i loro discorsi in fori internazionali (ebbene sì, la diplomazia multilaterale esiste ancora) menzionando come vi siano più di sessanta conflitti armati nel mondo. Secondo il rapporto "Conflict Trends: A Global Overview" del PRIO, infatti, nel 2024 sono stati registrati ben 61 conflitti in 36 paesi. Altre classificazioni, basate su definizioni diverse di “conflitto armato”, fanno riferimento anche a numeri più alti. Ma, al di là delle classificazioni, come ricordato da Siri Aas Rustad, autore del report di PRIO, "non si tratta solo di un picco, ma di un cambiamento strutturale. Il mondo di oggi è molto più violento e frammentato di quanto non lo fosse dieci anni fa".
Nonostante questo quadro drammatico, raramente nei discorsi pubblici si è andati oltre al constatare lo status quo e alle dichiarazioni d’intenti. Porre fine alle guerre ha così assunto una dimensione, se non secondaria, almeno distaccata, più astratta. Ma come finiscono le guerre? Si può rispondere su due livelli. Da un lato, le guerre finiscono o con una vittoria o con un accordo di pace negoziato. In realtà, una vittoria può avere diverse declinazioni. Può derivare dal disimpegno o dal ritiro di una parte in conflitto;........
