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Sindache e consigliere, se il Comune è donna: il Nord Est è pioniere (ma quanta strada ancora c’è da fare)

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21.03.2026

Ottant’anni fa esatti le donne per la prima volta hanno potuto votare per eleggere i propri rappresentanti e a loro volta essere elette alle urne. Ancora oggi, però, solo il 15,4% di sindaci in Italia è donna. Un numero che è cresciuto esponenzialmente negli ultimi quarant’anni di più di otto volte – le sindache erano 145 nel 1986, oggi sono 1.187 – ma comunque sempre una percentuale minoritaria rispetto ai colleghi uomini. Contando anche vicesindache, assessore, consigliere e presidentesse del consiglio comunale, le donne nella rappresentanza politica dei Comuni sono 44.402, il 35,3% del totale degli amministratori. Tra gli assessori, le donne sono il 44,5%, mentre i presidenti del Consiglio sono donne nel 29,6% dei casi. La rappresentanza femminile tra i consiglieri comunali è invece del 35,3%.

E il Nord Est è pioniere per numero di donne nelle amministrazioni comunali: sono 9.458, il 37,9%, la percentuale più alta in Italia. 

Alle donne nella politica locale, l’Anci ha dedicato il report “Donne in Comune 2026”, realizzato dall’Ufficio Banche dati e Ricerche dell’Associazione dei Comuni italiani sui numeri del Ministero dell’Interno. Un dossier che fotografa lo stato dell’arte e racconta quanto ancora c’è da fare nella direzione delle quote rosa. 

«La crescita della presenza femminile nelle amministrazioni non è solo una questione di cifre, ma la testimonianza di una democrazia che ha finalmente trovato la sua interezza, arricchendosi di una pluralità di sguardi e di esperienze prima assenti», scrive Veronica Nicotra, segretario generale di Anci, nella premessa al dossier.

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