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Il voto alle donne triestine e la scelta del Gma di ritardare di tre anni l’incontro con la Storia

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31.05.2026

Il 12 giugno 1949 un forte vento e «torrenti di pioggia» si abbatterono su Trieste. Ma davanti ai seggi le code erano lunghe. Tra i votanti in fila spiccavano, annotò il Giornale di Trieste – che era il nome de Il Piccolo fino al 1954 – «gli abiti variopinti delle donne, che rappresentano la maggioranza». Tra loro, «le tuniche nere d'un gruppo di suore». Era la prima volta che le triestine esercitavano il diritto di voto: un atto che arrivava con tre anni di ritardo rispetto al resto d'Italia.

Un ritardo profondamente legato alla storia di Trieste. Fino alla definizione dello statuto del Territorio Libero di Trieste, il Governo Militare Alleato non intendeva cedere potere agli italiani: «Il municipio era gestito interamente da uomini nominati direttamente dagli Alleati», spiega Tullia Catalan, docente di Storia contemporanea all'Università di Trieste. «Solo dopo il settembre 1947, con l'entrata in vigore del Trattato di pace di Parigi, cominciarono le prime discussioni sulla possibilità di tenere elezioni».

Ottant'anni fa le italiane votarono per la prima volta alle elezioni politiche e contribuirono a scrivere la Costituzione. Una conquista che ha trasformato il Paese e aperto una strada ancora oggi incompiuta

L'ordine del Gma arrivò nel settembre 1948, per i sei comuni della........

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