Poca acqua e troppo calda nei laghi del Cadore: «La fauna ittica è sempre più a rischio»
Laghi e torrenti in sofferenza. Ma non solo per la carenza d’acqua. Anche perché questa è troppo calda. E a soffrirne è il mondo della pesca, con circa 5 mila tesserati ai 12 bacini e un pari numero di permessi, da ogni parte d’Italia e dall’estero, in aumento del 15-20 per cento grazie alla promozione della Fondazione Dmo Belluno Dolomiti.
Giuseppe Giacobbi, presidente del Bacino di pesca Centro Cadore, è allarmato. «Non solo il lago è stato prosciugato a tal punto che è impossibile esercitare, ma il pesce è costretto a sopravvivere in volumi molto più ristretti, l’acqua si riscalda eccessivamente, i depuratori non riescono a pulire le acque nel modo dovuto a causa della maggiore affluenza di gente, i 100 cormorani si abbuffano quotidianamente in modo spropositato». Basta? «No. Il lago puzza. Quando il fango viene allo scoperto, emana un odore insopportabile».
A rischio non è un pesce qualsiasi, ma la trota marmorata, il temolo, il luccio, le carpe, le tinche, cioè tutte specie pregiate.
Il lago conteneva, al massimo della potenzialità, 60 milioni di metri cubi. Oggi una quarantina. E dall’inizio di agosto, con settimane di anticipo,........
