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Perché tutti parlano della Elena di Troia di Lupita Nyong'o

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18.07.2026

Per quanto Odissea di Christopher Nolan sia davvero un film leggendario, non solo per cosa racconta (l’archetipo del viaggio con miti annessi e connessi), ma anche per come lo racconta (le riprese analogiche, le location reali in nove Paesi del mondo, il budget da 250 milioni di dollari, un cast stellare e la solita sorprendente regia), il trend topic delle discussioni on line (e forse anche off line) riguarda il ruolo di Elena di Troia affidato all’attrice Lupita Nyong'o (nata in Messico da genitori kenioti e cittadina statunitense).

Un nome che fino ad oggi era noto solo ai cinefili diventa l’ennesimo pretesto nella competizione ideologica tra fazioni opposte e, sembra incredibile nel 2026, proprio per il colore della sua pelle, ritenuto “storicamente” inadeguato. Provocazione sociale o semplicemente “black washing”, scacco matto alle aspettative o subdola sottomissione alla moda woke? Solo per citare i termini più ricorrenti attorno ai quali chiunque (dall’anonimo leone da tastiera ad Elon Musk in persona) ha dissertato con tutte le sfumature del caso. Posto che i diretti........

© Corriere delle Alpi