Lo spirito del Natale
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Ai tempi della scuola ero terrorizzato dal cosiddetto tema libero. Ma che cosa potrà mai dire di sensato un povero cristo su argomenti come La mia famiglia, Una gita al mare o Lo spirito del Natale senza apparire un banale rifriggitore di luoghi comuni, oltretutto già sviscerati, e assai meglio, da autentici professionisti del ramo?Â
Prendiamo quello che mi è stato appena assegnato e che sciaguratamente ho accettato di svolgere: Lo spirito del Natale, appunto. Tutto è già stato detto, nel bene e nel male: il bambinello nella mangiatoia, la pace nei cuori, ma anche i parenti insopportabili con cui condividere il panettone sperando che non vada di traverso. E quella sensazione di imminente fine del mondo che ci pervade a ogni Natale, inducendoci a chiudere i conti trimestrali, quadrimestrali, annuali e a correre come ossessi da un commercialista allâaltro, da un ingorgo allâaltro, senza dimenticare il giocattolo per il nipotino unico e la sciarpa riciclabile per lo zio taccagno.
Non resta che prenderla alla lontana, molto alla lontana. Dal primo essere umano inerpicato su una pianta che fece la sensazionale scoperta: le giornate, che erano diventate ogni giorno sempre più corte, ricominciavano sia pure impercettibilmente ad allungarsi. Il sole, che sembrava avviato in modo inesorabile allâestinzione (e gli uomini con lui), iniziava un lento cammino di rinascita che coinvolgeva lâintera natura. Dallo spavento per quello scampato pericolo nacque la Festa del Sole.
Alla ricerca di una data convenzionale per celebrare la nascita del Salvatore, i Cristiani non ebbero dubbi nel........© Corriere della Sera
